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Autoritratto

Andrea Clanetti

Andrea Clanetti è un artista visivo nato a Venezia nel 1967 ma cresciuto e formatosi artisticamente a Bruxelles, città che ha influenzato profondamente il suo approccio alla cultura visiva contemporanea. Con un background che fonde la sensibilità mediterranea e l’ironia pungente dell’arte belga, Clanetti ha trovato nel linguaggio della Pop Art il mezzo perfetto per esplorare le contraddizioni e le suggestioni del mondo globale.
Clanetti concentra la sua ricerca sul contrasto tra icone moderne della cultura occidentale – come i supereroi americani – e simboli profondi di identità culturali oppresse, come quella dei Nativi Americani. Nei suoi lavori, capi tribali indigeni indossano maschere, armature e mantelli che evocano figure come Captain America, Superman o Batman, creando un cortocircuito visivo che pone interrogativi su identità, appropriazione e mitologia contemporanea.
Lo stile di Clanetti si ispira dichiaratamente alla Pop Art americana – da Warhol a Lichtenstein – ma la reinterpreta con una sensibilità europea e post-coloniale. Utilizza colori saturi, forme nette e tecniche miste (acrilico, collage digitale, pennarello) per dare vita a composizioni vibranti, dove il sacro e il commerciale si fondono.

https://www.andreaclanetti.com/

Ubaldo Stecconi
27/03/2026

Numero tre: editoriale

Perché è necessario e urgente parlare di utopie in un periodo segnato dalla sofferenza e dall’ingiustizia. Noi di Clorofilla ne parliamo con spontaneità e convinzione invitando i nostri lettori a fare altrettanto e a credere che può tornare a splendere il sole sul mondo
Andrea Clanetti
27/03/2026

Dal taccuino di viaggio di Ismaele

Come è nata l’ultima opera di Andrea Clanetti intitolata Dal Taccuino di Viaggio di Ismaele
Andrea Clanetti
02/02/2026

VE zo TU

Numero due e mezzo | Venezia, zombi, turisti; VE zo TU significa questo. Andrea Clanetti ha immaginato queste tavole come un film muto, ma il suo grido lo sentiamo distintamente
Andrea Clanetti
10/07/2025

Supereroi nativi

Andrea fa da tempo una critica arguta, civile e divertente dell’impero americano più simpatico e suadente che ci sia — il mondo dei fumetti. Perché Captain America deve assomigliare necessariamente a Steven Grant Rogers?