Diego Marani
Diego Marani ha lavorato per l’Unione europea dal 1985 al 2021, da ultimo incaricato della diplomazia culturale dell’UE, consigliere del Ministro dei Beni Culturali e Direttore dell’Istituto italiano di cultura di Parigi. È autore di romanzi e saggi tradotti in più di 15 lingue e inventore della lingua-gioco Europanto in cui ha pubblicato la raccolta di racconti “Las adventuras des inspector Cabillot” assieme a centinaia di articoli in diversi quotidiani europei. Con “Nuova grammatica finlandese” (2000) ha vinto il Premio Grinzane Cavour e con L’ultimo dei Vostiachi (2002) il Premio Selezione Campiello e il Premio Stresa. Altre sue opere sono L’interprete (2003), Il compagno di scuola (2005), vincitore del Premio Cavallini-Sgarbi, La bicicletta incantata (2006), con un cortometraggio di Elisabetta Sgarbi, Enciclopedia tresigallese (2007), Lavorare manca (2011), Il cane di Dio (2012) e Il ritorno di San Giorgio (2019). Con Vita di Nullo (2017) è stato di nuovo finalista al Premio Stresa. La città celeste (2021) è stato definito una dichiarazione d’amore a Trieste. Nel 2022 è uscito L’uomo che voleva essere una minoranza e nel 2023 è uscita la ristampa del saggio A Trieste con Svevo. Il suo ultimo romanzo è L’ultima falsità (2025). Diego Marani scrive sulle pagine del Domenicale del Sole 24 Ore e tiene un blog su eunews.it.
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