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L’associazione Umanità e un libro silenzioso ed eloquente

20/11/2025

Diego Marani

Quando le migrazioni si raccontano non solo come numeri, ma come persone e tempo vissuto insieme, emerge una trama di incontri, diritti e speranze. A Ferrara, l’associazione Umanità prova a intrecciare questa trama: non più soltanto assistenza, ma una forma di resistenza culturale, un laboratorio di cittadinanza.

L’Associazione Umanità, fondata formalmente nel 2017, è presieduta dall’avvocato Francesco Ferroni. Ma la sua anima è plurale: fra i soci fondatori ci sono lo scrittore Diego Marani, il medico Francesco Pistocchi, l’imprenditrice Claudia Volta, l’artista Mustafa Sabbagh; come soci consiglieri si contano professionisti come Marta Lignini, Claudio Vagnini, Don Ogan Ayomi Akakpo, Annalisa Bugliani, Nicola Lattanzi. È anche annoverato come socio onorario Alfred Gomis, portiere di origine Senegalese arrivato in città con la SPAL, la locale squadra di calcio.

La scelta del nome non è casuale: «Umanità» non è soltanto uno slogan, ma uno stimolo a riflettere sul senso della parola: essere umano e essere umani, con tutto il carico che ciò comporta. L’associazione dichiara come missione la diffusione della conoscenza delle migrazioni, la promozione dell’integrazione attraverso linguaggi diversi e l’impegno a radicare in Italia i valori dei diritti umani, molto proclamati e spesso poco praticati.

Dietro ogni pratica di permesso di soggiorno, dietro ogni domanda d’asilo, Umanità impugna la lente del diritto per far sì che le persone non finiscano stritolate da normative oscure e talvolta ingannevoli. Lo sportello legale gratuito, gestito da avvocati volontari, mette in gioco la conoscenza giuridica come strumento di tutela quotidiana: chi non sa come fare, chi teme di sbagliare un modulo, chi teme di non essere ascoltato o incontra ostacoli nella farraginosa burocrazia italiana, trova lì un aiuto.

Ma non basta: per chi arriva, la lingua è il primo confine da attraversare. Umanità tiene corsi gratuiti di italiano (livelli A1, A2) sotto la responsabilità della prof.ssa Annabella Ferroni. Lo sportello di consulenza, coordinato dal dott. Luca Forni, offre ascolto, orientamento e contribuisce alla creazione di reti fra migrant e volontari. Questo lavoro quotidiano è il volto meno visibile, ma forse il più potente dell’Associazione: ha il potere di trasformare «pratiche» in «progetti di vita».

Nel panorama delle associazioni civiche, Umanità ha fatto una scelta: non restare confinata nel locale, ma guardare all’Europa come spazio di confronto. Nel 2022 ha organizzato a Parigi, presso l’Istituto Italiano di Cultura, un seminario con giuristi francesi per paragonare i diversi approcci legislativi sull’immigrazione e l’asilo. Nel 2025 è toccato a Trieste, dove si sono incontrati giuristi sloveni e italiani su una frontiera un tempo dura che oggi è attraversata da un flusso migratorio critico.

Forse il progetto che meglio coglie lo spirito di Umanità è Non cancellarmi, un libro illustrato da Angelo Ruta con il sostegno dell’associazione e della Comunità di Sant’Egidio. In questo albo senza parole i vuoti, le tracce, la fragilità dei corpi spostati emergono potentemente dalle figure di pagina in pagina. Non serve spiegare con le parole, sono le immagni qui a trasmettere emozione e empatia.

Non cancellarmi è stato presentato non solo a Ferrara ma anche a Milano, Roma, Torino e presto a Bruxelles. Ha ricevuto il Premio speciale «Un Libro per l’Ambiente 2025» come miglior silent book. Con il suo silenzio illustrato, afferma che la pace e la memoria si esercitano anche senza parole, ma con visioni che resistono. Tra i progetti più recenti, Umanità sta esplorando la possibilità di sviluppare o sostenere corsi di formazione professionale per migrant che possano colmare il vuoto lasciato dalla scomparsa di tanti mestieri nei nostril territori ma anche integrare imprese e attività in cerca di mano d’opera specializzata. Il sogno è che non siano solo i migranti a chiedere, ma che il mercato li cerchi, facendoli entrare nella nostra società a pieno titolo, come soggetti attivi.

Se volessimo evocare un paragone letterario, potremmo dire che Umanità aspira a raccontare il miscuglio, il confine che non smette di tremare: non una linea netta, ma una zona molle, dove le culture si sfiorano e si intersecano.

Umanità vuole essere solo un inizio e anche un modello. Suscitare imitazioni e sinergie, avviare collaborazioni con altri attori nel territorio, creare partenariati anche oltre frontiera per far sì che nelle nostre società la percezione dell’immigrato cambi e che lo si veda infine per quello che davvero è: un compagno di viaggio, uno di noi che è venuto nel nostro paese a cercare esattamente qello che vogliamo noi: pace, lavoro, libertà e dignità.


Le illustrazioni di questo articolo vengono dal libro Non Cancellarmi (Carthusia, 2024) e sono state realizzate da Angelo Ruta

Cliccare qui per saperne di più sull’Associazione Culturale Umanità e le sue attività

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Diego Marani