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Numero quattro: editoriale

24/07/2026

Ubaldo Stecconi

Quante cose e quanti significati diversi si trovano dentro la parola «viaggio»? Per esempio, un cammino di oltre 11 mila chilometri che tocca in un anno esatto 22 paesi d’Europa significa avventura e scoperta. Giulia Torbidoni lo documenta in una bella intervista ad Anna Rastello e Riccardo Carnovalini, che il cammino lo hanno portato a termine, mentre Riccardo ci mostra dieci fotografie scelte fra le oltre 10 mila che ha scattato lungo il percorso. Anche Sabrina Di Monte racconta un’avventura, quella più nota della spedizione che arrivò sulla cima dell’Everest nel 1953 — e il suo video è il primo frutto dell’alleanza rosso-verde fra Clorofilla e il Ponte Rosso.

Il viaggio di Fernando Gentilini, invece, è prima di tutto meraviglia. La sentiamo chiaramente nel suo racconto di due città in Etiopia che esistono davvero; eppure, come dice di una di esse, sono vicine a «un miraggio o una visione». È contagiosa anche la meraviglia che prova Manuela Iannetti parlandoci di grandi viaggiatori del passato e di un’idea di viaggio che riassume «tre piaceri: vedere, descrivere, comprendere». Ma non ci sono solo le parole per tradurre lo stupore senza uguali del viaggio. A Claudio Farinone la spiaggia dei pinguini a Cape Town, in Sudafrica, ha ispirato la composizione per chitarra sola che ha chiamato «Boulders Beach», come la spiaggia stessa. Parlando di musica, come descrivere il rapporto che lega da sempre i musicisti alla strada? Non è facile, ma pochi lo sanno fare meglio di Stefano Senardi, celebre produttore discografico, che dei mestieri della musica ha visto tutto e ne ha parlato con Claudio.

Quando abbiamo chiesto ai nostri autori di dirci la loro sul viaggio, Diego Marani, Andrea Clanetti e Fabrizio Blini hanno pensato quasi alla stessa cosa: gli eccessi e la sciatteria del turismo di massa. E non è un caso che tutti abbiano risposto con il riso, la risposta forse più azzeccata a un fenomeno che può essere triste e brutto e certamente quella più vicina allo spirito di Clorofilla. Fabrizio osserva che «mille anni fa si partiva per le crociate, adesso si parte per le crociere», Andrea ride del turismo di massa con un racconto per immagini pop, mentre Diego dirama attraverso la nostra rivista una nuova analisi dell’autorevole «Europanto Instituto van BrikoPolitique», fondato in Svizzera già nel 1998.

Infine, dentro la parola «viaggio» c’è anche uno dei capitoli centrali e più drammatici del nostro tempo: la migrazione. La nostra è una specie migrante da sempre, eppure da qualche anno vediamo le migrazioni come se fossero dentro gli specchi deformanti del luna park: l’ideologia e la propaganda appaiono enormi mentre la riflessione razionale e i fatti reali quasi non si vedono più. Ne parlano due grandi esperti: l’economista Giulia Bettin e l’antropologo Johan Leman, protagonista in Belgio di importanti iniziative politiche e sul territorio.

Ai nostri lettori piace sfogliare speditamente la rivista quando arrivano numeri o pezzi nuovi per tornarci con calma più tardi. Clorofilla è fatta così; non rincorre chi ha fretta — proposito vano, perché siamo tutti di corsa e resterebbe sempre un giro indietro — ma ci aspetta quando abbiamo più tempo. Ecco perché questo numero estivo si arricchirà nelle prossime settimane di altri pezzi, alcuni più legati al tema dei viaggi, altri meno. Non possiamo dirvi di più per non guastarvi la sorpresa, ma sarebbe un peccato perdersi le novità. Per evitare l’inconveniente, potete iscrivervi senza timore al nostro canale WhatsApp per ricevere i nostri aggiornamenti settimanali o lasciare l’indirizzo email nella finestra in fondo alla homepage.

Buona visione, buona lettura e buon ascolto.

 


 

Le immagini di questo editoriale e della copertina del Numero quattro sono tratte da Marco Polo, Livre des merveilles du monde, un manoscritto miniato del XV secolo (fonte)

Ubaldo Stecconi