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Quelli che rallentano

20/11/2025

Costanza Starrabba | Starrenco

Sono un’illustratrice e quindi sono abituata a comunicare tramite le immagini, come quelle che vedete in questo pezzo. Ma qui cercherò di raccontare anche a parole quella che è la realtà in cui vivo e lavoro. Abito a Milano dal 2021. Come molti, mi sono trasferita perché la città agisce come una sorta di imbuto per le persone che lavorano nel settore creativo come moda, design, arte e, nel mio caso, illustrazione. In molti ci siamo trasferiti qua pensando che questa città fosse la mecca dove coronare i nostri sogni lavorativi, ma ben presto ci siamo resi conto che dietro un’apparenza scintillante e una realtà dinamica si celavano anche cumuli di burnout, crisi isteriche e talvolta valori effimeri. Qui più che altrove il tempo è denaro e infatti per i marciapiedi tutti corrono; una città in ritardo su una tabella di marcia che non permette pause.

In questa metropoli piuttosto girgiastra e ridotta del settentrione d’Italia, perennemente avvolta da una coperta di smog e infossata nella ricca e grande pianura, ho ricevuto, inaspettatamente, la più calorosa delle accoglienze; non dalla città ma da chi ci abita. Con il tempo ho tessuto legami con chi, come me, aveva lasciato la propria città di provincia per inseguire il sogno di lavorare nella creatività, nell’arte, nella musica o in altri mondi che ruotano attorno alla cultura – ed essere pagati per farlo. Avventurandomi nel reticolo di relazioni che la nuova città mi offriva, sono approdata a un grande gruppo di amicizie affini, un organismo eterogeneo di personalità che è andato mutando nel tempo sempre accogliendo, come un porto sicuro, nuovi naufraghi che cercavano quello che cercano tutti: una comunità a cui appartenere tenuta assieme da valori condivisi con la quale crescere e forse invecchiare. L’abbiamo chiamata in molti modi: famiglia, tribù, rete. È una trama collettiva che ci sostiene a vicenda, come una ragnatela fatta di solidarietà e mutuo supporto.

Milano, come ogni grande città, ci illude che ciascuno di noi possa essere del tutto autonomo, ma siamo animali sociali: abbiamo bisogno di sostegno reciproco, nessuno è indipendente davvero. Come per i funghi e il mondo vegetale, in questo gruppo di amicizie abbiamo scelto non la competizione ma la collaborazione per poter crescere insieme, per nutrirci a vicenda e per creare un ecosistema che ci aiutasse a migliorare. Nel confronto con l’altro, culturale, creativo ma soprattutto umano, si sviluppa la nostra crescita comune, fatta di contaminazioni, confronto e reciproco apprendimento. In una città spesso individualista, stiamo cercando di costruire una seconda famiglia, un equilibrio tra indipendenza e collettività. Sappiamo di appartenere a una bolla, una cerchia ampia ma omogenea per valori e visioni, e forse anche per questo siamo fortunati: quasi sempre al sicuro. Ma incontrare il diverso resta un esercizio necessario di convivenza, e cerchiamo di non dimenticarlo. È difficile individuare un unico luogo che rappresenti tutto questo. Molti spazi hanno reso possibile la nascita di questa comunità. In una città dove l’apparenza conta, ho trovato invece sostanza, grazie alle persone giuste. Luoghi come il Leoncavallo, ad esempio, sono stati fondamentali: roccaforti di cultura e socialità, spazi aperti e inclusivi dove incontrarsi e riconoscersi. Dopo lo sgombero della sede storica dell’agosto 2025 sono in programma eventi itineranti per la città.

Il discorso è generale. Negli ultimi anni abbiamo visto la città cambiare: nuovi edifici, quartieri gentrificati, spazi sociali spazzati via da logiche economiche o politiche. Molti luoghi di aggregazione sono scomparsi e con essi le occasioni di incontro e contaminazione. Altri resistono ancora, perché il valore della comunità è radicato e necessario. Quando si intrecciano con il tessuto cittadino, questi spazi diventano parte viva dell’ecosistema urbano. Eppure, il bisogno di comunità resta. Oggi i nostri punti di ritrovo sono letteralmente le strade di Milano, perché la città è fatta dalle persone che ci abitano. In questa città che corre, produce e luccica, ci siamo anche noi: quelli che rallentano, che si incontrano e si concedono tempo per ridefinire valori e relazioni.

 


 

Le illustrazioni di questo pezzo sono creazioni di Costanza Starrabba | Starrenco, quella in apertura realizzata appositamente per il lettori di Clorofilla. Cliccare qui per ammirare altre opere della sua produzione

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Costanza Starrabba