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David Riondino: giullare, poeta raro e cantautore

31/03/2026

Claudio Farinone

La storia di David Riondino e del suo rapporto con la letteratura e la canzone, nasce in una biblioteca di Firenze, dove ha lavorato negli anni della sua formazione. Furono le migliaia di libri e un’attitudine spiccata per la musica a far germogliare in lui l’idea che ogni cosa potesse essere trasformata in un testo musicato, riletto con sagacia, ironia e lo sguardo di un artista autentico.

Un artista come lui non è solamente un catalizzatore di pagine scritte espresse in forma creativa. David è stato un uomo raro e speciale, capace di scrutare gli avvenimenti del mondo attraverso una lente che supera le convenzioni, il già detto e il già fatto. È stato maestro nell’arte di spiazzarti con un’intuizione, uno sguardo di taglio, una luce caravaggesca per far risaltare l’invisibile.

Dialogare e lavorare con lui significava salire su un’auto da corsa per essere investiti dal getto d’aria della sua invenzione senza fine, alla velocità spericolata di un genio nobile e delicato. Dietro ogni curva si apriva un paesaggio nuovo, una sorpresa, una gioia e un sorriso. L’ironia e la leggerezza, in ogni sua accelerata sul mondo, non potevano mancare mai.

Per avere un assaggio della sua arte e del suo modo di pensare si possono riascoltare le trasmissioni che abbiamo curato insieme a partire dal 2008 per Rete Due, il canale culturale della Radio Svizzera Italiana. La prima fu la serie Il Bolero come terapia, ispirata a un suo spettacolo. Cambiar mantello alla musa è un ciclo di un paio d’anni fa nel quale David ci raccontava l’arte della traduzione. Le otto recentissime puntate di Azzurro: l’arte di rassomigliare alle canzoni, infine, hanno percorso un pezzo della nostra storia dal 1964 al 1971.

David è stato uno dei nostri maggiori poeti comici, fatto di profondità e leggerezza assieme. Lo salutiamo ringraziandolo per ciò che ci ha regalato attraverso la sua arte e per il pezzo di bravura che ha donato a Clorofilla — La riviera dei fantasmi. Quando gli chiesi di essere dei nostri per il primo numero, aderì immediatamente, sapendo che la cultura non è potere e possesso, ma desiderio di condividere.

Claudio Farinone