«Come ogni mattina si era alzato prima degli altri, si era lavato con l’acqua fredda nei gabinetti ancora bui, si era abbottonato la divisa, si era allacciato gli scarponi, aveva rifatto la branda ed era uscito nella spianata della caserma. L’alba estiva saliva lenta nel cielo fuligginoso. Il contorno del pianoro si staccava via, via dai fumi dell’oscurità. Oltre la recinzione apparivano i roveti bruciati dal sole, le balle di fieno, i campi aridi dopo la mietitura. Sulle torrette di guardia le sentinelle fumavano di nascosto. Malgrado furtivi movimenti di occultamento, le braci delle loro sigarette pulsavano come intempestive lucciole contro la foschia livida. Così piccole nel panorama dilatato dalla sua stessa nudità e così sorprendentemente visibili. Ma i soldati sapevano che a quell’ora correvano un rischio ragionevole e che quell’ufficiale là sotto era solo un cane solitario. Le loro sagome aggrovigliate erano l’unica cosa che si muovesse nell’accendersi cauto del cielo. Sembravano condannati sospesi nelle loro gabbie che ormai sopraffatti dagli stenti si abbandonassero a una mesta fine. Adesso una luce rosata cadeva tagliente sulla spianata facendo emergere nella polvere le impronte azzurre dei cingoli e degli autocarri. La polvere. Ora giaceva fredda come la cenere di un vecchio incendio, coperta da un velo di umidità. Presto si sarebbe sollevata sotto gli stivali delle reclute in marcia formando una pesante foschia che avrebbe coperto ogni cosa. Le campagnole l’avrebbero scavata con le ruote, fatta schizzare in alto e mescolata al fumo unto degli scappamenti. La calura l’avrebbe di nuovo arroventata e resa ancor più asciutta. Salazar ascoltò lo scricchiolio dei suoi scarponi che affondavano nel manto soffice».
Inizia così la seconda avventura di Diego Salazar, il bambino nato nel quartiere di Martissant a Port-au-Prince, Haiti, e allevato e addestrato dai frati dominicani per diventare un agente segreto. Il pulsante qui sotto vi conduce al testo integrale de I diavoli di Scutari, che lo vede impegnato in una delicata indagine per conto del governo teocratico che regge l’Italia in un futuro prossimo e inquietante. Buona lettura.
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