pensare alla radice

Numero tre:
UTOPIE

Perché è necessario e urgente parlare di utopie in un periodo segnato dalla sofferenza e dall’ingiustizia. Noi di Clorofilla ne parliamo con spontaneità e convinzione invitando i nostri lettori a fare altrettanto e a credere che può tornare a splendere il sole sul mondo
RayVi Sunico offre ai lettori di Clorofilla una retrospettiva della sua opera che copre grandi distanze su due dimensioni principali. La prima dimensione è geografica, quella che corre fra Oriente e Occidente, mentre la seconda attraversa le sue due principali passioni: la creazione poetica e la stampa di bellissimi libri
Com’è fatta la casa dei segni ideale? Come ci vivono le persone e cosa fanno di diverso da oggi? Ubaldo ha provato a immaginarsela e ci ha trovato cambiamenti sorprendenti, a cominciare dai social media e dagli altri sistemi digitali che assorbono tanta parte della nostra esperienza di vita. Scavando più a fondo, ha trovato anche che nella casa ideale la gente ha come obiettivo ultimo la ricerca del bello
Nell’isola di Jack, il prodotto dell’ingegno umano appartiene a tutti. È giusto che i creatori vengano ricompensati adeguatamente, ma questo meccanismo di ricompensa non deve passare per forza attraverso il concetto di «proprietà». Per capire perché, sull’isola incontreremo la pelle di un orso preistorico, un cavadenti del Seicento, Wikipedia e il matematico russo che rifiutò un premio da un milione di dollari
Claudio Farinone ricorda con affetto David Riondino, che ci ha lasciato il 29 marzo 2026
Che cosa è successo fra Bruxelles e il Congo nove anni prima della pubblicazione di Cuore di tenebra? Ce lo racconta Fernando Gentilini in una storia che vede come protagonista la fidanzata del signor Kurtz e — in modo sorprendente — Josef Teodor Konrad Korzeniowski, il marinaio autore del romanzo con lo pseudonimo di Josef Conrad. Un altro esempio straordinario di letteratura estrapolata
Come è nata l’ultima opera di Andrea Clanetti intitolata Dal Taccuino di Viaggio di Ismaele
Fabrizio Blini pensa che la domanda attuale non riguardi tanto la possibilità di un mondo migliore, quanto la capacità d’immaginarlo, si chiede se sia più preoccupante l’ibridazione uomo-macchina o l’ibridazione uomo-divano e osserva che sotto la volta stellare, pochi contemplano il cielo, tutti guardano Sky. Queste sono solo alcune delle evoluzioni verbali del funambolico filosofo
In un periodo di «sconforto dell’umanità» dove le utopie scarseggiano e si fa fatica a mettere in moto l’immaginazione, Manuela Iannetti ci porta in un viaggio a perdifiato per gli archivi che conservano i sogni del passato. C’è da leccarsi i baffi. Basta scorrere alcune immagini che Manuela ha scelto per farci vedere ciò che vi si trova: la rivista socialista Utopia diretta da Mussolini, il Diario di Ennio Flaiano, Le città invisibili di Calvino, Calamandrei in Cina, Ursula Le Guin e Metropolis
Claudio immagina che John Lennon abbia scritto Imagine pensando di trovarsi su un pianeta lontano e che da lì vedesse la Terra come una composizione armoniosa di terra, acqua e aria. La sua cover parte dalla stessa ipotesi e ci rivolge l’invito più utopico che si possa pensare: «volare nello spazio infinito della creatività»
Diego Marani conclude così le sue riflessioni sull’Orlando furioso: «dietro alle gioiose quinte si cela una società piena di contraddizioni e asprezze, rievocatrice dell’Italia in cui viviamo. […] Il poema continua a essere uno specchio della sempre torbida e ribollente società europea e la polvere sollevata dalle cavalcate dei suoi paladini sembra davvero non posarsi mai.»
Giulia Torbidoni ha invitato Angela Mauro e David Carretta — due importanti rappresentanti dei media italiani a Bruxelles — ad alzare gli occhi dalle questioni quotidiane e a guardare al progetto di integrazione europea in prospettiva storica. Non perdetevi la risposta che hanno dato all’ultima domanda di Giulia: «Infine, se non è troppo personale, qual è la vostra utopia?»
«La costruzione dell’Europa unita», afferma Paola Cattani, «avrebbe potuto a buon diritto parere meno improbabile nel 1925 che non nel 1945» e non avvenne perché ebbe la meglio il peggior realismo del tempo. Paola rilegge gli scritti che Simone de Beauvoir dedica a questo conflitto sulle utopie d’Europa e ne illustra gli esiti filosoficamente sorprendenti
Leonardo Cemak offre ai lettori di Clorofilla quattro suggerimenti che vanno davvero alla radice della condizione umana e sociale in questo primo quarto di secolo — almeno qui in Occidente

Clorofilla è uno spazio digitale
dove si respira aria pulita

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